Il potere del sapere

Il potere del sapere

Parole prese dal blog di Giulia Blisi. Giulia è una scrittrice che incuriosice con il suo stile chiaro, colto e onesto. “Leggere, scrivere e far di conto: del perché l’analfabetismo funzionale fa male anche a te è forse il miglior articolo del mese.

Storicamente, chi detiene il potere ha interesse a far sì che la gente legga e studi il minimo indispensabile: un atteggiamento che non era affatto comune nel dopoguerra, quando mandare i figli a scuola era un vanto e un motivo di grandi sacrifici per i genitori, istruirsi una cosa onorevole e l’ignoranza tutt’altro che un motivo di orgoglio. Quando la gente si istruisce, o prova a istruirsi, legge, si informa, si dà gli strumenti per capire non solo la realtà ma anche le possibili implicazioni delle proprie azioni, la responsabilità è meglio distribuita. Se invece il tuo obiettivo è accentrare, la cosa più furba che tu possa fare è incoraggiare l’ignoranza: celebrarla, glorificarla, farla diventare una condizione aspirazionale, di purezza. E allora dagli con la mistica del rapper che ha imparato all’università della strada, del meccanico con le manazze ruvide che fa sospirare le intellettuali di città annoiate dalla vita moderna, del leghista che non ha studiato ma è uno del popolo, del grillino che legge solo status di Facebook ma si sente migliore dei politici di professione, della mamma – eh, la mamma! – che non ha studiato e non lavora ma è una mamma e quindi capisce tutto. Lo studio diventa una condizione di inquinamento dell’anima, uno stato di progressiva corruzione: più sai, più la puoi impapocchiare a chi non sa. Se sai, diventi parte del sistema che cerca di mettercela in culo a tutti.

Anche la conclusione del suo articolo merita una citazione. Nell’elenco dei suggerimenti per la lettura ci sono libri da riprendere o da leggere per la prima volta.

E pensare che basta così poco. Un libro della madonna (non di Fabio Volo: della madonna!), un articolo al giorno ma scritto bene e documentato meglio, un po’ di fact-checking su un argomento controverso (Wired ne fa di ottimi e in italiano, se tutto il tempo che potresti usare per migliorare l’inglese lo metti nel perculare quello di Renzi), un reportage su un paese in guerra, un articolo scientifico. Senti il tuo cervello che si espande e si contrae per masticare le cose nuove che gli stai dando da mangiare. Rileggi Moby Dick senza saltare le parti sulla caccia alla balena*. Leggi Moby Dick. Leggi Ritratto di signora. Leggi Giro di vite, ma leggilo di giorno ché di sera ti caghi sotto. Leggi Rosemary’s Baby. Leggi tutti gli Harry Potter in fila. Due volte. Leggi tutto John Wyndham, non importa quale. Leggi la serie dei libri da cui è tratto Game of Thrones, no, seriamente, leggili che spaccano, ti ci vuole un anno ma leggili, è un anno speso bene: valgono come un trattato di geopolitica applicata, ma sono molto più goduriosi. Leggi Jeanette Winterson, Augusten Burroughs, E. M. Forster. Non leggere Thomas Hardy, era un deprone, anzi leggilo perché era un deprone sublime. Leggi Edith Wharton. Leggi Kurt Vonnegut. Leggi Tom Robbins, ma quelli vecchi, ché quelli nuovi hanno un po’ perso lo smalto. Leggi Benni, Pratolini, Calvino, Arbasino, Ginzburg, Morante. Leggi le biografie dei musicisti, che sono sempre uno spasso. Leggi The Hunger Games. Leggi i libri che raccomandiamo su The Book Girls, noi li abbiamo letti tutti e se sono brutti te lo diciamo. Leggi, cazzo, è la cosa più bella del mondo. Giuro.

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